Befana alla Lanterna! Ma chi è veramente?

Buon anno a tutti! Il nostro 2017 inizia con la vecchietta più amata dai bambini nel monumento più amato di Genova.

Venerdì 6 gennaio 2017 (inizio attività ore 15.30) organizzeremo infatti, un laboratorio personalizzato per accogliere alla Lanterna la Befana, che distribuirà a tutti i bambini tante caramelle per chiudere al meglio le feste. Per partecipare occorre mandare un’email  a didattica@lanternadigenova.it con nome del o dei bambini, età e lasciando un numero di telefono. La quota di partecipazione è di 6 € a bambino più 4 € di ingresso a partire dai 6 anni, adulti compresi. 

Ma chi è davvero la Befana?

La tradizione si perde nella notte dei tempi e si fonde con riti pagani e credenze che fin dall’epoca romana legava figure femminili volanti durante le dodici notti dopo il solstizio d’inverno per celebrare la morte e la rinascita della natura. Un’altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia (da cui deriva anche il termine “strenna”) e durante la quale ci si scambiavano regali.
La Befana si richiamerebbe anche ad alcune figure importate della stessa mitologia germanica, come ad esempio Holda e Berchta, sempre come una personificazione al femminile della stessa natura invernale.

Con l’avvento del Cristianesimo, tali rituali furono dapprima condannati dalla Chiesa per poi essere inglobati nella festività dell’Epifania alla quale fu anche associata la figura della vecchina, strega benevola che, distribuendo dolci e carbone, retaggio degli antichi falò di fantocci bruciati per dare il benvenuto al nuovo anno, accompagnava al rinnovamento stagionale. Lo stesso nome Befana, è una storpiatura di Epifania, usata per la prima volta in italiano da Francesco Berni nel 1535.

In Liguria e a Genova in particolar modo, nel giorno dell’Epifania, che in genovese era chiamata Pasqueta , arrivava la Basara, vecchina vestita di stracci accompagnata da una specie di marito U Barbàn, orco cattivo che i genitori tirvano in ballo per ammonire i bambini birichini. Veniva appesa scarpa in sciö barcon (la scarpa sul balcone) dove, ai bambini buoni, venivano lasciati castagne secche e mandarini oppure, nelle case e quindi nelle scarpe più di lusso, i marenghi d’òu, ovvero le monete di cioccolato.

 

 

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